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Comune di Casalnuovo di Napoli






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Storia di Casalnuovo di Napoli

scritta da Vincenzo Pelliccia
1^ parte
Origini di Casalnuovo Archora Angelo Como
Santa M. dell'Arcora Abitato Cesare Bozzuto
Origine del nome Berlingieri  
2^ parte
Origini di Licignano Unione dei Comuni Tavernanova
Stemma Bibliografia  

       Le origini di Licignano possono ricercarsi nell’epoca romana, posteriore alla II guerra punica, verso il 200 a.c.. Si dice che nei luoghi dove sorge ora Licignano sia passato anche Annibale.
Mappa dell'antica LiburiaIn quei tempi sorse una controversia di confini tra Napoli e Nola; il Senato Romano spedì sul luogo Quinto Fabio Lateone in qualità di arbitro. Questi decise la controversia, come ricordano Cicerone e Valerio Massimo, attribuendo alla Repubblica Romana i terriitori in contestazione. In questi territori sicuramente dovettero essere comprese le attuali campagne di Pomigliano D’arco e Licignano giacenti a metà distanza fra le due città che se li disputavano. Secondo i costumi romani, questi territori, per ragioni di sicurezza, dovettero essere presidiati da coloni romani, fra cui i Licini, i quali tramandarono il ricordo della "Gens" cui appartenevano, lasciando il nome di Licignano Stemma dei Lancellotti Durazzoal villaggio sorto sul territorio da essi originariamente occupato.
In seguito Licignano diventò comune, amministrandosi indipendentemente "sui fondamenti di una antica vita autonoma goduta dal medioevo".
Sino al 1586 faceva parte della diocesi di Nola; Mons. Scarampi prima, nel 1562, e poi Mons. Gallo nel 1586 visitarono la parrocchia di S.Giovanni. In quei tempi la Chiesa era così mal ridotta che non vi si poteva nemmeno ufficiare i riti sacri, ma il parroco andava a celebrare nella Chiesa della S. S. Annunziata di Pomigliano d’arco. Fino al 1797, quando già Licignano faceva parte della diocesi di Acerra, il parroco continuava ad assistere i fedeli abitanti in una strada di Pomigliano. "Questo solo paese comprende la diocesi di Acerra, ch’è distante da detta città un miglio e mezzo. È situato in pianura e trovasi abitato da circa 700 individui".
L'attuale chiesa di Licignano altro non era che la cappella privata dei principi Lancellotti, un membro della quale abita ancora nell’omonimo Palazzo.
.                                                          Tavernanova sec XVI
Chiesa di S. Maria ad Nives
Tavernanova - Chiesa di S. Maria alle nevi Tavernanova o Taverna Nuova, come era chiamata anticamente, era un nucleo di case facente parte del territorio di Pomigliano d’arco. Come questo paese, Tavernanova fu un possedimento di Pompeo, console di Roma, "Pomigliano d’arco anticamente chiamossi Pompeiano dal suo già possessore Pompeo" che si disputò con Roma il governo della Città Eterna. Essa, anzi più precisamente il luogo comunemente chiamato Taverna del Salice, segna il confine tra le diocesi di Nola e di Napoli.

Il 3 febbraio 1934, il Podestà, sig. Silvio D’Amore, visto il R. D. del 25 febbraio 1929, deliberò la riunione nell’ unico comune di Casalnuovo di Napoli dei preesistenti Comuni di Casalnuovo e di Licignano
Questa decisione non fu accolta benvolentieri dai Licignanesi; ancora oggi non tutti si sono assuefatti all’unione.
In seguito a questa unione nonché alla unione di alcuni territori dei contigui comuni di Afragola, di Pomigliano d’arco (Tavernanova) e di Ponticelli (Casarea), in conformità che i singoli comuni non potevano avvalersi dello Stemma dello Stato, ma soltanto di uno proprio, ottenuto con regolare concessione dalla Consulta Araldica del Regno, il Podestà pensò di dotare il Comune di Casalnuovo di uno Stemma e di un Gonfalone proprio.
Per il disegno di essi ci si ispirò ai ricordi e alla tradizione che contrassegnarono la formazione dei due Comuni di Casalnuovo e di Licignano. Le origini di Licignano potevano raffigurarsi nel nuovo stemma in un campicello verde con aratro, dato il carattere prevalentemnte agricolo del centro, mentre le origini di Casalnuovo potevano compendiarsi in alcuni archi raffiguranti il grandioso acquedotto di Claudio.
Il Podestà approvò lo Stemma civico e il gonfalone proposto. Esso è formato
da uno scudo diviso in tre parti, circondato da
Mezzi di trasporto due rami di alloro, sovrastato da una corona. Nella parte superiore è rappresentato l’acquedotto romano visto in prospettiva su un campo bianco argento. La zona centrale è caratteriizzato da una striscia blu mentre nella parte inferiore è disegnato un aratro affondato in un campo verde.
Lo Stemma fu approvato dalla Consulta Araldica soltanto nel 1949 per interessamento del Presidente della Repubblica presso il Presidente del Consiglio e di questi presso la Consulta Araldica. Il Gonfalone e lo Stemma furono approvati definitivamente dal Consiglio comunale, sindaco Francesco Mennella, nella seduta del 23 maggio 1949.

Il Comune di Casalnuovo di Napoli ha avuto soltanto due sindaci. Il primo è stato Francesco Mennella, ora deceduto. L’altro è il prof. Gabriele Crimaldi, ancora in carica. Durante la sua lunga amministrazione le sorti di Casalnuovo, paese molto depresso ed arretrato, sono migliorate. L'insediamento di varie industrie ha alzato il tenore di vita dei cittadini. Il paese ha inoltre assunto un volto più lieto per il rinnovamento delle facciate dei palazzi, sollecitato da una ordinanza sindacale e con l'installazione di una discreta illuminaziione. Esso è collegato con Napoli e alcuni paesi vicini mediante la Ferrovia dello Stato (la nostra stazione ha una certa importanza per lo scarico di merci), la Circumvesuviana ed alcune linee di autobus. Casalnuovo può essere considerato quasi come un centro di smistamento: Corso Umberto è un tronco della strada statale che porta a Benevento e Caserta, mentre Tavernanova è situata sulla via Nazionale delle Puglie che conduce ad Avellino e alle Puglie. Se le condizioni ambientali lo permetteranno, può diventare un centro industriale notevolissimo per le ragioni dette e perché é vicinissimo all'ingresso dell’ autostrada Milano-Napoli e della construenda Napoli-Bari.


BIBLIOGRAFIA

L. Giustiniani: Dizionario Geografico-Ragionato del Regno di Napoli.
G. Remondini: Storia di Nola.
Archivio del Comune di Casalnuovo di Napoli.

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Storia di Casalnuovo scritta da Enzo Pelliccia: 2^ parte
Storia di
Casalnuovo di Napoli
Raccontata da
Vincenzo Pelliccia
- Ricerca pubblicata
nel 1987 su l'Araldo

- Casali Novo Intus...
- Il palazzo del Principe
- Presente sul Sito del
Comune

Palazzo Lancellotti
San Biagio

 
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